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lunedì 13 giugno 2016

Sistema Start & Stop... high technology o solo una seccatura?


Negli ultimi anni la necessità di rispettare le normative europee Euro 5 ed Euro 6 ha costretto le case costruttrici a introdurre sulle auto moderne alcune nuove ed interessanti tecnologie, per alcune delle quali però è lecito mettere in discussione la reale utilità: una di queste è lo Start&Stop.



Lo Start & Stop è sicuramente il dispositivo di recente introduzione nel parco circolante, che ha creato più malumori tra gli automobilisti: l'insopportabile spegnimento del motore, l'affidabilità ballerina e i costi elevati dei componenti ivi installati non permettono di classificarlo tra gli optional più graditi dagli automobilisti.

Esaminiamo insieme questi tre elementi di cui tanto si discute anche nei forum tematici.

Spegnimento da fermo: chi di voi non conosce qualcuno che non lo disattivi abitualmente? Lo spegnimento frequente soprattutto nel traffico cittadino è (per molti) davvero noioso e la sua disattivazione è un'operazione ormai comunissima.

Affidabilità: chi di voi non conosce qualcuno che non abbia avuto noie con lo Start&Stop? Avarie sul computer di bordo, attivazione a singhiozzo e rottura dei componenti d'accensione sono ancora all'ordine del giorno: per fortuna le case costruttrici stanno indubbiamente migliorando l'affidabilità di un sistema finora prematuro.

Costo dei componenti d'accensione: motorini d'avviamento potenziati, batterie con tecnologie AGM e EFB, sensori di azionamento frizione e freno più complessi, generatori di corrente modificati e lampadine più resistenti sono solo alcuni dei componenti realizzati quasi ad hoc per resistere allo stress generato dal frequente stop&go.



Il tutto, purtroppo, si riflette sui costi della manutenzione ordinaria e straordinaria, nettamente più alti rispetto ai sistemi convenzionali.

Un classico esempio sono le batterie EFB e AGM (assolutamente non intercambiabili: ne verrebbe meno il regolare funzionamento dello S&S), che a dispetto di una durata molto simile agli accumulatori tradizionali, gravano sul portafogli degli automobilisti almeno rispettivamente per il 50 e l'80% in più.

In definitiva ci chiediamo: ma gli automobilisti che vantaggi ne traggono?

Ingranaggio distribuzione motore Fiat 1.9 JTD




Come già ampiamente disquisito in precedenza, ci chiediamo quotidianamente il perchè dell'uscita di produzione di alcuni importanti componenti installati su vetture diffuse ancora in modo decisamente copioso...

E' il caso dell'ingranaggio della distribuzioe del solito motore Fiat 1.9 JTD 8 valvole, avente codice 46436278...



Chi lo ha disponibile, lo venda a peso d'oro :) :)


Pompa olio Fiat Seicento 1100.....INTROVABILE!!!


Qualcuno dei nostri lettori è in grado di reperirci la pompa olio di una Fiat Seicento avente come numero di telaio ZFA18700000614385??

Non esitate a contattarci !!

Grazie!!


#strafalcioni 1




Dal gruppo Whatsapp...


domenica 12 giugno 2016

Kit frizione e volani doppia massa (DMF): croce e delizia dell'aftermarket...



Nell'aftermarket, gestire al meglio la garanzie sui componenti auto è sempre stato uno degli argomenti più critici e delicati da affrontare sia per i ricambisti che per le officine.
Quando poi il ricambio in gioco è un gruppo frizione, la situazione può complicarsi ulteriormente: vuoi i costi elevati, vuoi la complessità del lavoro da eseguire per la sua sostituzione e vuoi la macchinosità in tema di garanzie delle multinazionali del settore, non è difficile che il già fragile rapporto grossista>ricambista>meccanico>utente finale possa incrinarsi anche irrimediabilmente.
Parlavo dei big: per venire incontro alle esigenze delle case costruttrici in tema di confort di marcia e riduzione dei consumi, a partire degli anni novanta è stato introdotto il volano doppia massa (DMF) fornito da Aisin,Sachs, Valeo e Luk in luogo di quello classico fisso: inizialmente ne hanno beneficiato i modelli dell'alto di gamma e poi progressivamente quelli equipaggiati con i propulsori più popolari come il 1.3 Cdti 75/90cv common rail Opel o il recente 875cc bicilindrico TWINAIR turbocompresso, punta di diamante del gruppo Fiat.

Veniamo ai costi. La sostituzione di un gruppo frizione è purtroppo una delle operazioni di manutenzione più salate in assoluto: i prezzi elevati e – aggiungiamo – ballerini dei kit con il DMF e il tariffario talvolta poco trasparente degli installatori, spesso portano a raggiungere e superare la fatidica soglia dei 1000€, cifra non semplice da sborsare per l'automobilista medio.
La garanzia: la diffusione a macchia d'olio di questa raffinata soluzione su modelli di grande/grandissima serie ha posto in essere anche il problema di offrire alla clientela un servizio di garanzia efficiente e soprattutto veloce.
Ciò può essere reso possibile solo con la collaborazione di tutti i protagonisti coinvolti nella eventuale controversia: produttore, distributore, ricambista e installatore.
Produttore. Colossi come ZF e Schaeffler, forti di fatturati stratosferici, potrebbero essere più flessibili in questo contesto così complesso: snellire l'iter delle garanzie, chiudere un occhio ai distributori più costanti, e fornire info tecniche ancora più dettagliate sono solo alcuni degli accorgimenti che dovrebbero prendere seriamente in considerazione.


Distributore e ricambista, decisamente i due anelli deboli della catena: vista la feroce concorrenza su questi componenti, spesso si ritrovano con un volume d'affari importante e guadagni trascurabili. Ed ecco che per controbattere i competitors devono giocarsi anche la carta di un servizio clienti efficiente e disponibile ed offrire condizioni agevolate su garanzie non accettate dal produttore (cosa però non facile...)
Installatore. Talvolta poco propenso ad accettare le utili direttive dei ricambisti, prima di colpevolizzare il kit frizione appena montato, ha l'obbligo di ricercare eventuali difettosità nei componenti annessi allo stesso, come il motorino d'avviamento, la batteria, il manicotto di guida o il forcellino di disinnesto. Attenzione: il ricambio perfetto non esiste, ma è sempre utile assicurarsi della totale efficienza di tutti gli organi del veicolo.
Morale della favola...chi ne guadagna è quasi sempre il gigante...i piccoli restano fregati...